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CHE COS’E’ IL KARMA

Ai giorni nostri è diventato tanto frequente sentire parlare sempre del Karma: Karma, Karma, Karma.

E spesso quando qualcosa non va l’attribuiamo al nostro cattivo Karma e alle nostre vite precedenti.

Ma cos’è realmente il Karma? E quali reali ripercussioni ha nella nostra vita attuale?

Il Karma è la legge morale universale di causa ed effetto: per ogni azione che facciamo esiste una reazione uguale e contraria.

La legge del karma regge tutto il creato, ed è una legge immodificabile. Questa si conosce come “giustizia celestiale”. Colui che viola una legge crea dolore per se stesso. Nella gnosi, “la giustizia celestiale” è rappresentata con una bilancia. Il piatto destro corrisponde alle buone opere e si chiama Dharma. Il piatto sinistro corrisponde alle cattive opere e si chiama Karma. Questa legge si conosce anche come la legge di azione e conseguenza o causa ed effetto.

La legge del Karma ci controlla e vigila in ogni momento e per questo qualsiasi atto buono o cattivo delle nostre vite ha le sue conseguenze. Tutto il male che facciamo dobbiamo pagarlo e tutto il bene che facciamo ci sarà ricompensato. Dio ci diede il libero arbitrio e possiamo fare quello che vogliamo, però dobbiamo rendere conto di tutti i nostri atti di fronte alla giustizia divina.

Quando uno viene a questo mondo porta il suo destino. Se nella nostra esistenza feriamo, adesso ci feriscono, se uccidiamo adesso ci uccidono, se rubiamo, ora ci rubano e così, “con il bastone che misuriamo adesso ci misurano e con interessi. Ogni persona è scritta nel libro del Karma che si trova nel palazzo della giustizia divina.

Il Karma si può pagare con il Dharma, è dire, facendo buone opere. La Giustizia e la Misericordia sono le due colonne della Legge Divina. Per questo il Karma è negoziabile, ed ognuno può modificare il suo destino, facendo un accordo con Dio.

Secondo le leggi Karmiche la vita è un’esperienza continua e si può raggiungere e riuscire a mantenere la giustizia e l’equilibrio dell’universo. È in questa vita che dobbiamo trovare l’equilibrio perso nelle vite precedenti e dobbiamo comprendere come evitare che ci sia un’altra reincarnazione.

La reincarnazione si basa sulla legge del karma. Per karma si intende comunemente il bagaglio di vite passate che ognuno di noi si porta dietro, essa però è più precisamente una legge

Partendo da queste considerazioni possiamo capire che nulla accade per caso perché tutto obbedisce alla perentoria legge del karma. La vita quindi è un’esperienza. Non esiste né caso, né bene, né male, né fortuna, né sfortuna. Esiste solo l’esperienza.

Ogni nostra incarnazione rappresenta un’opportunità per crescere spiritualmente.

Il “destino” (cioè la vita che ci siamo scelti) è composto da due tipi di periodi, che corrispondono a due tipi di “chiavi”: chiavi preformate e chiavi aperte non preformate. Le chiavi preformate attirano a noi eventi prestabiliti, cioè necessari per saldare il debito e capire la lezione attuale. Questi eventi possono anche essere spiacevoli ma è bene ricordare che la sofferenza arriva quando non c’è stato altro modo per capire quella determinata lezione, allora la si capisce con il dolore perché il dolore trasmuta e purifica.

Le persone che ci attiriamo nei periodi di chiavi preformate sono persone con cui noi eravamo già in contatto nelle vite precedenti e con le quali abbiamo questioni in sospeso. Nella vita attuale noi riviviamo con esse le stesse identiche situazioni della vita antecedente ma abbiamo la possibilità di risolvere il conflitto relazionale, abbiamo la possibilità di capire cosa si cela dietro quel rapporto. La stessa cosa vale per i problemi di salute: saranno molti simili a quelli della vita precedente ma avremo la possibilità di guarire. Le chiavi aperte non preformate si attivano quando siamo in un periodo di apertura cioè in cui non siamo influenzati dal nostro karma. Esse attirano a noi esperienze entusiasmanti e ci conferiscono la possibilità di comprendere ed accrescere la nostra spiritualità.

E’ possibile liberarsi dal karma o almeno farsi influenzare di meno da esso. Spesso per liberarsi dal karma è necessario distaccarsi da determinati luoghi, dalla nostra professione e da certe persone. Ciò può cagionare un dolore emotivo, ma se non ci troviamo più a nostro agio significa che quei luoghi e quelle persone non sono più in sintonia con noi. Non ne abbiamo più bisogno poiché ci stiamo evolvendo.

Una tecnica per liberarsi dal karma è quella della non identificazione. Quando si prova un’emozione bella o brutta, gioia, rabbia o malinconia, dobbiamo pensare che è il nostro ego a provarla, non il nostro spirito perché il nostro spirito è già perfetto.

Un altro modo per liberarsi dal karma è quello di provare compassione verso le persone per le quali nutriamo sentimenti negativi. Se io provo un forte risentimento nei confronti di un individuo che mi ha trattato male, invece di provare collera devo sforzarmi di compatire questa persona perché il suo livello di coscienza è quello ed essa ha fatto ciò che poteva per farmi notare una parte di me che non notavo.

Sofia Ayla

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