ARCANO VII IL CARRO

Per la prima volta il soggetto della carta non è un personaggio, ma un oggetto. Il Carro rappresenta il primo tentativo di controllo.

Il Carro è la prima carta in cui compare la città, la cultura, la repressione della sessualità: il giovane guerriero rappresenta lo Spirito che si erge a dominatore della natura. Con il giovane che vuole affermarsi, che vuole fare il viaggio nel mondo, si conclude il ciclo delle prime sette carte, il ciclo della giovinezza.

Osservando questo Arcano, noteremo che il Carro ha una curiosa forma cubica, indice di perfezione e raggiungimento, ed è sormontato da un baldacchino sorretto da quattro colonne dorate. Queste sono il corrispettivo dei quattro elementi fondamentali: acqua, fuoco, terra, aria mentre il baldacchino è la protezione.

Il Carro ha ruote circolari con raggi che sono l’emblema del sole. Ma essendo ruote sono anche mobili e questo significa che il raggiungimento dei propri scopi è progressivo e mutevole in base ai propri movimenti.

Il giovane conduce rappresenta l’io alla ricerca del successo mentre la pariglia di cavalli è l’immagine simbolica delle energie che rappresentano l’istinto e i desideri. Il conducente indossa anche un’armatura che gli fornisce una difesa spirituale.

Nei Tarocchi di Wirth, nell’Arcano del Carro sono molto particolari le sette stelle che ornano il baldacchino  che rappresentano le sfere planetarie.

Nei Tarocchi di Rider-Waite , viene raffigurato il conquistatore materiale e spirituale ma particolarissimo è vedere che sul carro sono raffigurati i simboli sessuali indù sormontati dalle ali di Mercurio come per indicare che la conquista è resa possibile dal dominio sugli istinti rappresentati dalle sfingi.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Questo Arcano indica padronanza delle situazioni esercitata mediante la volontà, annuncio successo, vittoria, superamento delle difficoltà grazie alla fermezza, autocontrollo, dinamismo, viaggio favorevole. È un arcano che si riferisce all’autodisciplina e alla maturazione personale, all’intelligenza e al potere conquistato in modo meritevole e in modo che venga riconosciuto anche se non subito anche dagli altri.

Se l’Arcano è capovolto, indica invece fallimenti, situazioni lavorative e personali che vanno male, frustrazioni e viaggi pericolosi. Rappresenta una fuga dalle proprie responsabilità, inconcludenza e mancanza di autocontrollo.

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ARCANO VI GLI AMANTI

Con questo Arcano si interrompe la serie delle figure solitarie: la carta degli Amanti è la prima carta d’incontro.

Lascia che il corpo segua il sentimento, e lascia che il sentimento segua l’ignoto: e infatti l’uomo guarda alla donna, la donna guarda allo spirito sopra di loro e si offre all’Angelo: è la magia come sacrificio del conscio e all’inconscio e dell’inconscio al superconscio, la magia dell’amore.

Sulla base della carte c’è un disco solare. Il Sole è fonte di luce, calore e vita.  I raggi che emana rappresentano gli influssi celesti o spirituali ricevuti dalla Terra. Il Sole indica il principio attivo, assimilato al sesso maschile, alla positività e allo spirito. È l’ego superiore, l’anima, la mente che sconfigge l’ignoranza, perché la sua luce annienta le tenebre.

Il giovane protagonista di questo Arcano rappresenta l’eroe  frutto dell’unione tra una divinità e l’essere mortale.

Questo Arcano è una carta di amore,una promessa d’amore, Amore come emancipazione.

Nei Tarocchi di Wirth, al centro della figura c’è Ercole che deve scegliere tra una la virtù, rappresentata da una donna ben vestita incoronata, e la passione, rappresentata da una donna miserabile. Ercole incrocia le braccia dinanzi alle tentazioni così facendo acquista un potere interiore che gli permette di proseguire il suo cammino verso la conoscenza.

Nei Tarocchi di Rider-Waite, l’utero della carta è il Giardino dell’Eden e vengono rappresentati Adamo ed Eva nudi dopo aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza. Il sesso è la prima e l’ultima conoscenza, senza quello non c’è vita.  Adamo ed Eva rappresentano l’innocenza e l’amore prima della fatale contaminazione.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Questo arcano rappresenta un’illuminazione interiore che consentirà di risolvere un problema, simboleggia l’amicizia profonda, l’amore e il matrimonio. È il superamento del complesso di Edipo dove si rinuncia alla madre per una nuova donna e si provoca un distaccamento dalla famiglia di origine, è una scelta ma anche un forte desiderio, un’attrazione.

L’Arcano capovolto indica difficoltà nel decidere, una prova, una tentazione ma anche separazione e fallimento sentimentale o amore non corrisposto.

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ARCANO V IL PAPA

Il Papa è la compassione che da terreno diventa spirituale. È la controparte della Gran Sacerdotessa o Papessa, che simboleggia l’intuizione.

Se osserviamo l’Arcano V in qualsiasi mazzo vedremo come egli  è seduto e porta in testa una tiara che rappresenta la sovranità del Papa sui tre livelli del Cosmo: celeste, terreno, infernale. È il simbolo della sua triplice autorità: spirituale cioè sulle anime dei fedeli; temporale cioè sullo stato pontificio; eminente cioè sui re della Terra.

Egli porta in mano una triplice croce che rappresenta la materia ma dal punto di vista della sua dinamicità e simbolo dei suoi poteri esercitati.

Il Papa è seduto e ha uno sguardo severo ma dal suo sguardo traspaiono la comprensione ed il perdono per le debolezze umane. Il suo gesto di benedizione che fa con la mano trasmette la trasmissione della conoscenza e della concessione della grazie.

Nel mazzo di Rider – Waite e di Oswald Wirth il papa ha dietro due colonne che hanno la funzione di sostenere gli edifici e sono simbolo di stabilità eterna. In Wirth, le colonne rappresentano anche il limite su cui si traccia la mente umana: fede e scienza, dubbio e certezza.

Nel mazzo di Oswald Wirth, ci sono due personaggi che appaiono inginocchiati al Papa. Rappresentano gli iniziati alle due vie della conoscenza: quella attiva e quella passiva. In questo mazzo inoltre il Papa ha una barba curata e bianca che rappresenta saggezza e piena maturità.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Il Papa rappresenta intelligenza analitica, pensiero creatore vivificato dal fuoco dello spirito, rappresenta la legge naturale, la giustizia, la redenzione e il potere di guarire. Rappresenta il raggiungimento di una pace interiore dopo un lungo travaglio, conoscenza, responsabilità, autorevolezza, buon consigliere ma anche il bisogno di un ritiro spirituale.

Se l’arcano è capovolto, indica una situazione complicata, una persona di mentalità chiusa, immorale e un potere conquistato occultando informazioni,  fuga dalle responsabilità, aiuti mancati, invidia.

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ARCANO IV L’IMPERATORE

L’Imperatore è la controparte dell’Imperatrice.

È un uomo anziano che indossa una corona e ha una foltissima barba bianca. E questo rappresenta che è un uomo che possiede il totale controllo del suo regno, è un uomo di grande virilità, sapienza e coraggio.

L’Imperatore rappresenta l’energia nella sua forma più materiale, con l’idea di autorità, potere, soprattutto maschile e paterno, potenza realizzata che volge verso la maturità, pienezza, vecchiaia.

Il suo sguardo è di grande fermezza tuttavia questo può simboleggiare la noncuranza per le piccolezze del mondo ed il controllo del dominio sulle sue terre.

Tieni in mano uno scettro che indica la ragione e l’universalità del suo dominio. A differenza dell’Imperatrice che brandisce lo scettro, egli lo tiene con tiene con la mano destra con grande fermezza ma anche stancamente. La realizzazione totale appare come stanchezza perché è la realizzazione ancora a livello di ego. Allo stesso tempo indica la compassione, la compassione di chi è arrivato al culmine di un cammino.

Le gambe incrociate, tranne nel mazzo di Rider – Waite, assieme al corpo e alle braccia, indicano il simbolo alchemico dello Zolfo che rappresenta il fuoco vitale, l’energia mistica attiva di ogni individuo che attende di emanciparsi.

Nei tarocchi di Wirth il trono dell’Imperatore è un cubo d’oro sul quale spicca un’aquila nera: l’anima prigioniera della materia. L’imperatore stringe tra le mani il simbolo dell’orbe mundi e lo scettro con l’estremità un fiordaliso che rappresenta l’aspirazioni più nobili dell’anima.

Nei tarocchi di Rider – Waite, l’Imperatore appare effigiato sul suo trono di pietra e indossa un abito rosso che ricopre l’armatura. È un trono i cui braccioli e lo schienale sono ornati con le teste di ariete, simboli di forza. Rappresenta il trono del pensiero e il potere terreno.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Questo arcano è l’archetipo del padre. Indica stabilità, è un uomo deciso, potente, capo, padre. È autorevole perché ha avuto esperienza. È virile, ambizioso, ha un forte autocontrollo. È l’elemento maschile che completa quello femminile. Raffigura inoltre la ricchezza e l’ambizione.

Se l’arcano è capovolto, rappresenta un padre tirannico e si riferisce ad abusi di potere. Indica anche un’errata valutazione di un progetto che dovrà aver fine per non andare incontro a problematiche e insuccesso. Significa anche immaturità, scarsa disciplina e calcoli meschini.

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ARCANO III L’IMPERATRICE

L’imperatrice è il principio opposto e complementare della femminilità rappresentata dalla Papessa, è scienza, comprensione, sentimento, è corpo pronto all’amore, grembo pronto ad essere fecondato. È la grande madre, dea della fertilità e della femminilità.

La corona che indossa ha tre differenti significati simbolici: indica che i pensieri di chi la indossa sono degni di un sovrano, mentre la forma circolare indica la perfezione della spiritualità di chi la indossa, inoltre il materiale allude ai poteri e alla forza che si concentra sulla sua persona.

In tutti i mazzi di rappresentazione universale, tranne quello di Rider – Waite e Mantegna, noteremo che ella siede su un trono e ha delle ali che spuntano dalla schiena. Il trono è il sostegno della grandezza umana e divina. Le ali invece rappresentano la divinazione della materia quindi la spiritualità.

Lo scudo che ha accanto indica invece la funzione di isolare e proteggere chi lo adopera.

In mano tiene uno scettro che rappresenta potere e fecondità. La sua forma ricorda il bastone o il fallo, il fallo che la feconderà o l’ha fecondata. Nel mazzo di Wirth lo scettro appoggia sul ventre dell’Imperatrice incinta, chiara allusione al suo potere creatore.

Nei Tarocchi di Wirth è particolare il simbolo dell’aquila d’argento sullo scudo che rappresenta l’anima sublimata nella spiritualità e ascesa al cielo. La sovrana appare splendente e intelligente, piena di scienza e studio e fecondità anche a livello creativo.

Nei Tarocchi di Rider – Waite l’imperatrice è straordinariamente bella e riccamente vestita. Alle sue spalle scorre un corso d’acqua che entra in un bosco: il giardino inferiore dell’Eden. Lo scudo accanto ha il simbolo di Venere. Qui l’imperatrice ha una sfumatura diversa rispetto gli altri mazzi: lei è il piacere appagante e intelligente che nella vita terrena lenisce ogni dolore. È la fecondità umana, la porta che conduce  a questa vita.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

L’Imperatrice rappresenta  il divenire in senso femminile, maturazione consapevole, fertilità materiale e spiri rituale. Fascino femminile, pazienza, seduzione, intelligenza. È l’archetipo della madre ma anche figura castrante di donna che riesce a decidere e a ottenere ciò che vuole grazie al fascino e all’intelligenza. È amore fisico e serenità e armonia domestica. È un arcano molto positivo che indica miglioramento nelle stesure dove ci sono situazioni negative mentre nelle stesure dove ci sono situazioni positive lascia invariate quelle positive oppure fornisce conferme. Può indicare una gravidanza o comunque un forte desiderio di maternità.

Se l’arcano è capovolto, buona dose di superficialità e incapacità, indica una donna tirannica e predisposta al dispotismo. È una donna che non ha un reale fascino ma esso comunque sopravvalutato e si trasforma in civetteria. Può anche indicare una donna che non ama i bambini e non ha un senso di maternità sviluppato, oppure una gravidanza indesiderata o sterilità. È un donna infedele e poco leale.

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METODO INTUITIVO E SACRALE

I mazzi di carte usati a scopo divinatorio risultano essere molteplici e differenti. Tuttavia il mazzo più utilizzato allo scopo divinatorio è costituito dai Tarocchi contenenti 78 carte, di cui 22 sono gli arcani maggiori e 56 quelli minori.

Il principio base della cartomanzia, esercitata con ogni mazzo, si basa sull’Alchimia: “Come sopra così sotto”. Intendendo il “sopra” come il grande universo metafisico, e il “sotto” come la realtà fisica del mondo intorno a noi.

Ma i Tarocchi come vengono interpretati e quali sono le loro funzioni?

A tal proposito esistono quindi due metodi divinatori: il metodo sacrale e il metodo intuitivo.

Si utilizza un metodo intuitivo quando il mosaico delle carte estratte, attraverso l´interpretazione dei simboli o delle allegorie in esse contenute e delle posizioni da esse assunte, possono fornire una buona approssimazione delle conseguenze derivanti dalle nostre scelte attuali. In questo metodo diviene fondamentale l’introspezione e la conoscenza del libero arbitrio. È un metodo dove si fa parlare il cuore attraverso le carte. Swami Prembodhi e Swami Anand Rajendra definiscono questo come “il Tarocco di tutti, ma al tempo stesso solo per coloro che sono disposti a fare un viaggio nel proprio inconscio e a scoprire, nei tarocchi il messaggio di una coscienza superiore a quella ordinaria”. È il metodo che considera le carte come un mezzo per dar vita alla propria sensitività e al potere del proprio inconscio.

Un altro metodo utilizzato è il metodo sacrale che è addirittura in grado di fornirci una indicazione sul da farsi o su ciò che comunque accadrà qualunque cosa decidiamo di fare. Questo è un metodo più preciso e dettagliato e le carte vengono utilizzate per la ricerca della propria sensitività. È un metodo maggiormente in grado di fornire prospettive future piuttosto che svelare situazioni attuali, sentimenti e momenti presenti.

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LA PAPESSA O LA GRAN SACERDOTESSA

La Papessa o la Grande Sacerdotessa è il primo non–Io, quindi è femminile, poiché il bagatto è maschile. Ma è un femminile ancora potenziale, verginale, un non– Io che va conquistato, deflorato, reso madre fino a diventare come l’arcano III l’Imperatrice.

E’ la materia prima, la sostanza vergine di tutte le cose.

Ella, seduta tra i suoi veli, silenziosa, ieratica e visionaria, esprime il principio femminile: è acqua, riflesso, è riposo ricettività. Esprime il passaggio dall’esterno all’interno, la conoscenza induttiva, l’intuizione, la facoltà che trasmette le percezioni per via inconscia, attraverso l’istinto, in modo irrazionale.

Il velo e la tiara rappresentano l’isolamento e l’occultamento dei pensieri di lei che li indossa. La tiara mostra il predominio sui tre livelli del cosmo: celeste, terrestre e infernale. È la signora della vita e della morte.

La tenda che appare alle spalle della Papessa rappresenta la divisione tra il divino e il profano. E’ anche un materiale da tessere di conseguenza indica una creazione dove la Papessa è la custode della creazione.

Con questo arcano, si può ricordare la figura leggendaria della Papessa Giovanna che pare abbia occupato il seggio papale per alcuni anni, nel IX secolo col nome di Giovanni III, senza che nessuno si accorgesse del suo sesso. Fu smascherata e condannata quando, durante una processione, fu colta dalle doglie del parto.

La Papessa è quella figura femminile di donna che nel suo inconscio desidera diventare Papa.

Nel mazzo di Wirth, la Papessa è seduta su una sfinge alata e tiene un libro sulla cui copertina compare il simbolo cinese dello yin-yang, che rimanda al concetto dell’armonia degli opposti.  Nella mano sinistra stringe le chiavi che rappresentano il potere intellettuale, che dà accesso ai misteri della fede e a una nuova dimensione spirituale.

Se osserviamo il mazzo di Rider–Waite, la Papessa tiene tra le braccia il libro ebraico della Tora che però è occulta, è dietro i veli. In essa è espressa la potenzialità della creazione realizzata poi nell’Imperatrice, che nasce dall’incontro tra il Bagatto e il Velo.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Questo arcano indica il principio passivo della mente, passività, principio recettivo, saggezza, intuizione prima ancora di ricorrere al ragionamento, serenità a livello sentimentale, capacità di penetrazione psicologica e attenta osservazione, crescita dla papessa o la sacerdotessaell’io interiore. Se il consultante è uomo può indicare l’aiuto di una donna saggia mentre se il consultante è donna può personificarla.

Quando l’arcano è capovolto, rappresenta ipocrisia, tristezza, pigrizia, errore nella valutazione dei fatti, blocco psicologico e mentale, solitudine depressiva. Se il consultante è uomo può anche indicare che è succube di una donna dal punto di vista sentimentale.

Ciò che si sviluppa in questo arcano, nell’arcano Tre appare compiuti, ciò che era in potenza si realizza: il Tre è il numero del Figlio, il Verbo fatto carne.

 

 

 

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IL BAGATTO O IL MAGO

È con il Bagatto o il Mago che l’io individuale emerge in quanto separato dal mondo esterno. Il Bagatto o il Mago è la porta, è l’io potenziale che può far tutto.

E’ l’Arcano Maggiore I dei tarocchi.

In quasi tutti i mazzi, noteremo che il Mago è rappresentato con un braccio verso l’alto e l’altro braccio verso il basso. Oppure, con le due braccia verso il tavolo ma c’è sempre uno con posizione superiore rispetto all’altro.

Questa posizione indica “così come è sopra, è anche sotto, così come è sotto, è anche sopra”. Proprio questa è la regola fondamentale della cartomanzia che vede le decisioni del mondo divino e il mondo reale come specchio riflesso.

Il Mago tiene su un tavolo quadrato, simbolo della creazione, un bastone, una coppa, una spada, dei denari. Essi sono le quattro possibilità della creazione: con il bastone che tiene in mano egli crea, con la coppa preserva, con la spada distrugge, con denaro redime. Mentre sulla testa, nel mazzo di Wirth, il cappello ha la forma di otto che rappresenta l’infinito e i suoi pensieri.

Nel mazzo di Wirth, il tavolo è a tre gambe e queste rappresentano lo spirito, l’anima, il corpo.

Il Bagatto nel Medioevo era una figura che spesso si incontrava nei mercati. Vendeva cianfrusaglie e per attirare l’attenzione sollazzava in pubblico con giochetti di prestigio.

Nel mazzo di Wirth, il Bagatto non è solo un prestigiatore ma anche un uomo iniziato alla magia dove interviene su se stesso e sul mondo circostante attraverso le arti magiche. Il principio di autocreazione qui  è fondamentale.

Mentre nel mazzo di Rider – Waite il  bagatto indossa una veste bianca per indicare una purezza di cuore, e il suo mantello rosso indica il fuoco spirituale. La posizione delle sue braccia è accentuata rispetto agli altri mazzi perché simboleggia invoca dal cielo le forze che possono essere guidate verso la terra attraverso la magia trascendentale.

il bagatto o il magoIl Bagatto è una carta ambigua quindi viene vista come mago e ciarlatano, ricerca della conoscenza e fonte sfuggente di questa conoscenza, creazione ma anche gioco. Creatura ma al tempo stesso creazione, egli ci indica che l’uomo ha il compito di creare se stesso o che l’uomo quello che egli stesso ha creato.

Che cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?

Autostima, proprietà di creazione e realizzazione, dominio sugli elementi, capacità di utilizzare gli elementi per il raggiungimento del proprio obiettivo, analisi, equilibrio mentale, inventiva e razionalità, abilità e capacità di risolvere i problemi.

Se l’arcano invece è rovesciato indica una persona che cerca di manipolare gli altri con la sua razionalità e intelligenza. Solitamente può essere un truffatore, un ciarlatano, un bugiardo. Oppure in base alle combinazioni con le altre carte può anche indicare un periodo in cui la persona ha perso fiducia in se stesso ed è molto insicuro.

Il Bagatto sostanzialmente è l’Io individuale nella sua forma più primitiva ed è strettamente legato alle quattro carte successive che rappresentano i poteri a cui l’io-bambino è soggetto: quello femminile spirituale, la Papessa, quello femminile materiale, l’Imperatrice, quello maschile materiale, l’Imperatore, quello maschile spirituale, il Papa. A queste carte lo psicologo Jung collega quattro funzioni psicologiche: Intuizione, Sentimento, Sensazione e Pensiero. Carte che indicano la famiglia, l’educazione, la tradizione, la scuola da cui il giovane si emanciperà lasciandosi alle spalle, con l’adolescenza, la famiglia, trovandosi una compagna, attraverso l’esperienza dell’Amore che viene rispecchi amata nell’arcano VI degli Amanti.

 

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ARCANO 0: IL MATTO

Gli arcani maggiori sono numerati dallo 0 alla XXI.
Per poterle studiare meglio in base alla sensibilità analogica è possibile suddividerle in tre gruppi di sette carte ciascuna escludendo la carta 0.
Vediamo ora cosa rappresenta ciascun arcano…

ARCANO 0: IL MATTO

L’arcano 0 è rappresentato dal Matto. Ma perché è l’unico arcano ad avere un numero nullo? Perché esso, come vedremo, rappresenta l’inizio e la fine ed è una carta di estrema importanza.
È anche l’unica carta che è rimasta a far parte delle normali carte da gioco, dove è chiamato Jolly cioè la carta che può sostituire qualunque altra. Ma perché questo? Perché il Matto in realtà riassume e raccoglie il significato di tutti gli altri arcani e quindi può essere considerato come il punto d’inizio ma anche il punto finale di qualsiasi situazione.
Osserviamo questo arcano in qualsiasi mazzo siamo in possesso, e noteremo alcuni elementi: una moltitudine di colori che caratterizzano il suo costume, il fagotto che porta con sé, il bastone, e il cane (o lince bianca nei tarocchi di Wirth, il coccodrillo nei tarocchi Egizi, nei tarocchi Visconti-Sforza questo è totalmente assente). Ognuno di questi elementi è un simbolo che denota un determinato significato.
La moltitudine di colori del costume rappresenta la sua incoerenza, un po’ come se viaggiasse barcollando tra ARCANO 0: IL MATTOil filo della follia e della ragione.
Il fagotto rappresenta invece la mente colma di pensieri stravaganti che lui porta ovunque va con sé e se volesse fermarsi ad aprire quel fagotto uscirebbero sorprese e decisioni inaspettate.
Il cane o la lince o il coccodrillo rappresenta il rimorso per gli errori passati. Un rimorso che non lo abbandona e lo perseguita ma è comunque un rimorso che si porta con sé ma gli permette lo stesso di proseguire per la sua strada. Ma l’animale rappresenta anche l’istintività.
Il Matto non ha nulla. Nei tarocchi di Wirth è rappresentato come brutto e così in tutti i tarocchi tranne in quello di Rider-Waite dove appare giovane e bello. È un uomo che è sempre sulla strada, è come il bimbo appena nato che entra puro nel mondo inconsapevole ancora di sé come entità ancora separata. È innocenza, freschezza, personificazione della primavera. È comunque l’arcano del savio-pazzo.
È l’eterno pellegrino in cerca della conoscenza, è l’ambivalenza tra l’innocenza e l’errore, è senza tempo e la sua libertà si spinge contro ogni ordine prestabilito.
Cosa può indicare questo arcano nelle varie stesure?
Questo arcano rappresenta innocenza, immaturità, la possibilità di avere anche un atteggiamento inaspettato, una personalità sfuggente, indefinibile, è un’intelligenza che va oltre, è alla ricerca dell’utopia. Può rappresentare un amore superficiale ma anche al contrario un amore che va oltre e molto nobile a seconda di come prosegue la vita del consultante.
Se capovolto può indicare imprudenza, disordine, decisioni sbagliate ma anche l’assurdo che non necessariamente deve essere negativo ma può essere inaspettato o imprevedibile, pazzia…

 

 

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